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Storytelling, istruzioni per l’uso

Storytelling, istruzioni per l’uso

Raccontare storie ha sempre avuto molteplici finalità. Acquietare i bambini, attirare un pubblico, trasmettere un messaggio, creare consenso.

Dalla tradizione orale a quella scritta, fino ad arrivare alla moderna crossmedialità della narrazione (il cosiddetto digital storytelling), lo scopo delle storie è sempre stato quello di coinvolgere il destinatario, emozionarlo fino a fargli sudare i palmi delle mani o salire le lacrime agli occhi.

In un mercato come quello attuale dove larga parte degli acquisti non sono dettati da necessità, ma da stili di vita, raccontare al meglio i propri prodotti o servizi è l’unica strada da percorrere per far arrivare più velocemente il brand a destinazione.

Il traffico comunicativo risucchia tutto il resto. Con le storie trasferiamo messaggi che contengono i valori sui quali fondiamo le nostre esistenze. E più siamo in grado di raccontare efficacemente una storia, più il messaggio sarà in grado di trasferire valore, emozionando i destinatari. Li coinvolgerà, facendoli vivere un’esperienza.

Chi sceglie un brand sceglie una storia che ama. Una storia basata su principi quali autenticità, coraggio, coerenza.

Scelgo un brand perché mi identifico nel suo sistema di valori e perché è in grado di rappresentare al meglio il mio stile di vita.

La storia è dunque il collante tra il brand e le persone.

Ma perché oggi si fa così tanto parlare di storytelling? Quali sono le istruzioni per l’uso? I media tradizionali sono stati travolti da internet. I flussi della comunicazione sono aumentati esponenzialmente e, incanalati nei social, hanno raggiunto densità e velocità inimmaginabili solo trent’anni fa.

La pubblicità, per come la conoscevamo, non ha più senso.

È una carta straccia che il vento del cambiamento fa passare davanti ai tuoi occhi solo per qualche attimo e che non produce più sensazioni. Spazzatura. Per distinguersi in questo iperflusso di informazioni quotidiane oggi bisogna rispolverare la vecchia abilità di cantastorie dei nostri avi, in grado di fermare il mondo quando raccontavano imprese ed avventure proprie o altrui. E bisogna essere costanti, oltre che coerenti, perché questa sfida la vinci nel tempo solo se sei in grado di presidiare il terreno di gioco costantemente e di fare la differenza sul campo in maniera inedita, originale, restando coerente con i tuoi valori.

Fare storytelling quindi significa creare connessione tra il brand e i suoi utenti, entrare in sintonia con le persone, creare ed alimentare empatia. Lo storytelling raggiunge il suo scopo quando tra noi e il brand si crea lo stesso grado di identificazione che proviamo al cinema con il protagonista del film.

Una buona storia conserva intatto il suo fascino ed è in grado di valicare i secoli. La letteratura e il cinema sono zeppi di esempi. Una buona storia ha il privilegio e il vantaggio di restarti impressa e di accompagnarti anche dopo, e per molto tempo ancora. In alcuni casi per sempre. Una buona storia diventa parte di te.

Toni Augello

Scrivo sia on line che off line. Sono un blogger e uno scrittore appassionato dei nuovi media come della vita, perchè profondamente attratto dalle relazioni e dalle storie. Mi occupo di digital, cultura d'impresa e startup con la stessa passione e con lo stesso impegno con cui faccio cultura e social innovation come project manager dei Laboratori Urbani Artefacendo.

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