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Innovattiva

Il digital storytelling è il carburante del marketing esperienziale

Le belle storie non finisco mai. Non si esauriscono perché sono in grado di veicolare un messaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo.

Una buona storia, infatti, ha molte più probabilità di spopolare tra il pubblico di una storia con un plot privo di mordente. Ma ancora più rilevante è il dato inoppugnabile che quanto più una storia è efficace, tanto più a lungo rimane fissa nella nostra memoria individuale, in maniera nitida.

Storytelling è esattamente trasmettere un significato, un messaggio attraverso una storia coinvolgente, che susciti in chi la riceve emozioni memorabili.

È sostanzialmente di questo che parliamo quando facciamo riferimento alla memoria emozionale, una memoria formata da processi consapevoli e subconsci a coinvolgimento graduale, ma ad alto tasso di influenza sulle nostre scelte. Tutte. Comprese quelle di acquisto, ovviamente.

La partecipazione dei valori di una storia, che ci fa immedesimare in situazioni e protagonisti, raggiunge il suo apice nella trance narrativa. Mentre ci identifichiamo con i personaggi della storia e ci immergiamo nelle loro vicende, il mondo intorno a noi sbiadisce fino a scomparire del tutto.

Non ci siamo più per niente e per nessuno. Siamo nella storia. Apparteniamo solo a lei. Il mondo dal quale proveniamo riaffiorirà solo con i titoli di coda. Fuori dalla sala cinematografica, il digital storytelling riesce a tenere incollati agli schermi di pc, smart tv, tablet e cellulari non solo un numero esponenzialmente più alto di utenti, ma anche a trasformarli in “partecipanti” in grado di aderire attivamente alla storia e interagire tra loro, amplificando la portata complessiva della strategia di coinvolgimento elaborata dagli story-producer.

Ecco perché in uno dei miei precedenti articoli scrivevo del salto quantico che il brand deve compiere oggi da storyteller a storyproducer. Un passaggio cruciale non solo in merito alla capacità di attivare storie, ma anche in relazione alla necessità (e responsabilità) di monitorare i processi che si sviluppano durante la story-experience.

Croce e delizia del digital storytelling è quindi la sua estrema versatilità in termini tanto di strumenti quanto di possibilità applicative e strategie. Co-ideazione, co-progettazione, eventi ed esperienze immersive, gamification, sono tutte attività che possono implementare il livello di coinvolgimento nella storia del brand, attività in grado di far diventare l’utente realmente parte del brand, membro vivo di una community.

Tu chiamalo, se vuoi, marketing esperienziale. Consapevole del fatto che, oggi, non può esserci marketing esperienziale senza digital storytelling.

Toni Augello

Scrivo sia on line che off line. Sono un blogger e uno scrittore appassionato dei nuovi media come della vita, perchè profondamente attratto dalle relazioni e dalle storie. Mi occupo di digital, cultura d'impresa e startup con la stessa passione e con lo stesso impegno con cui faccio cultura e social innovation come project manager dei Laboratori Urbani Artefacendo.

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